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Uscita dal porto e raddoppio della variante, una vittoria per le Marche ma non basta

Uscita dal porto e raddoppio della variante, una vittoria per le Marche ma non basta

L’inclusione del collegamento del Porto di Ancona alla grande viabilità e il raddoppio della variante alla statale 16 tra le 130 opere strategiche del Dl Semplificazioni, è una grandissima vittoria del territorio e delle istituzioni locali, dal Comune di Ancona alla Regione Marche.
Una vittoria che dà risposte concrete a uno dei temi più strategici per il rilancio della nostra regione, quello delle infrastrutture, soprattutto oggi, dopo la grave crisi sanitaria dovuta al Covid 19 che ha colpito duramente il nostro sistema delle imprese.

Negli ultimi anni qualche opera è stata realizzata: un primo ramo della quadrilatero, la terza corsia in A14 fino a Porto Sant’Elpidio. Già grazie a queste opere è evidente il vantaggio economico che alcune aree delle Marche traggono, ma è palese che al nostro territorio serva un investimento globale. Solo questo può generare una grande forza e concretizzare un vero rilancio dopo anni di sogni nel cassetto, di desideri e progetti. Si apre la concretezza di una stagione nuova dettata dal recovery fund: l’Italia avrà un’occasione unica dal dopoguerra a oggi con 180 miliardi per investimenti infrastrutturali. Bisogna però iniziare subito perché è una partita che si giocherà già all’indomani delle elezioni, quindi è importante essere pronti. Noi lo siamo e abbiamo la consapevolezza di quali opere vanno realizzate, dove vanno realizzate e quanto costano. Siamo pronti per una interlocuzione con un governo che questa volta ci deve stare sicuramente ad ascoltare.

La nostra agenda è chiara. Tra le opere che riteniamo prioritarie figura il raddoppio della Orte-Falconara; la Regione ha già messo nel mirino il tratto Fabriano Albacina e stanziato 77 milioni di euro. Con i nuovi fondi si potrà realizzare il secondo tratto fondamentale di connessione fra Castelplanio e Fabriano. Un intervento che permetterà il potenziamento complessivo delle capacità infrastrutturali e logistiche della regione. Rispetto ai collegamenti per rilanciare il settore manifatturiero e per incrementare quello del trasporto passeggeri la nostra attenzione va alla linea Adriatica. Anche sulla tratta ferroviaria Adriatica, infatti, in questi anni sono stati studiati progetti per fare in modo di avere un potenziamento di questa linea a servizio dell’intero asse Adriatico con un prolungamento dell’alta velocità da Bologna a Bari. Per quanto riguarda l’elettrificazione, si è visto con il tratto di Ascoli, quanto questo intervento porti un forte incremento dell’utilizzo delle linee ferroviarie. Per la Civitanova Albacina sono già in corso investimenti per 70 milioni di euro e con altri 70 milioni di euro sarà possibile completare il tratto. Questo consentirà la creazione di un anello ferroviario fra Civitanova Albacina e Falconara per potenziare enormemente l’uso di questo mezzo. Affinché sia un intervento davvero strategico è necessario inoltre realizzare nuove stazioni ferroviarie, potenziare le attuali, eliminare i passaggi a livello e sostituirli con i sottopassi.

Insomma abbiamo l’occasione concreta di andare a completare la rete viaria della nostra regione, che tocca tutti gli aspetti del vivere, da quelli più tradizionali come il manifatturiero a quelli più innovativi, fino al turismo e ai servizi. Penso, solo per fare alcuni esempi, al completamento della terza corsia da Porto Sant’Elpidio fino a San Benedetto del Tronto, un intervento di 1600 milioni già progettato, in parte, fino a Pedaso, le cui risorse andranno reperite all’interno del recovery fund. E penso anche al completamento della Fano-Grosseto e della Salaria, per le quali occorrono rispettivamente 536 milioni e 210 milioni di euro, alla Pedemontana, opera che tiene insieme tutto il territorio regionale in modo particolare quella parte delle aree interne che più di ogni altre hanno bisogno di infrastrutture per lo sviluppo e per la sicurezza. In quest’ultimo caso, Il tratto che si sta realizzando è quello tra Fabriano e Muccia, in connessione con la quadrilatero. Un progetto del valore complessivo di 1342 milioni che permetterà di offrire un’occasione duplice di sviluppo: collegare tutte le aree interne come moltiplicatore di opportunità economiche e una crescita in termini di sicurezza e raggiungibilità.

Opere da realizzare a completamento del nostro sistema infrastrutturale, che già può contare su importanti interventi realizzati nell’ultimo quinquennio come il progetto della Transcollinare Piceno-Fermano e la Mare-Monti del fermano, indispensabile asse di collegamento tra la costa adriatica e i monti Sibillini. Abbiamo dunque tutte le competenze e sappiamo dove trovare le risorse – dai Fondi Europei disponibili, agli investitori privati a realtà come la Cassa Depositi e Prestiti – per dare corso a una vera politica capace di coniugare sviluppo infrastrutturale e ambiente.