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Recovery Fund, a settembre partiranno le schede-progetto per Bruxelles

Recovery Fund, a settembre partiranno le schede-progetto per Bruxelles

L’Italia è oggi di fonte a una svolta storica. Le risorse stanziate a nostro favore dall’Unione Europea attraverso i Recovery Fund serviranno a rilanciare il Paese e a ridefinire le priorità dell’era post Covid. Tutto ciò pone anche le Marche di fronte a una possibile svolta storica, perché di quei 209 miliardi che arriveranno in Italia, almeno 8 potrebbero essere destinati alle Marche. Questo è l’accordo a cui da mesi sto lavorando con il governo, e in particolare con il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, frutto non di un calcolo algebrico, ma di un ragionamento politico riguardante il fabbisogno di questa regione per quanto concerne infrastrutture, sanità, ricostruzione post sisma, sostegno alle imprese agricole e industriali, occupazione e, in particolare, occupazione giovanile, digitalizzazione, innovazione e ambiente. Insomma, 8 miliardi che serviranno a far uscire i nostri sogni dal cassetto.

Queste risorse non sono affatto scontate, ma sono legate a una programmazione che abbiamo elaborato a partire dallo scorso luglio, mettendo in pole position le Marche in vista della scadenza di ottobre, quando dovranno essere trasmesse a Bruxelles le schede progetto sulla base delle quali verranno erogati gli stanziamenti. È evidente, dunque, che tale opportunità passa dalla necessità di garantire alla Regione Marche un governo non solo europeista, ma capace e competente, con ben chiare in testa le idee per le Marche del futuro.

Oggi il governo di cui i marchigiani hanno bisogno è solo quello che può scaturire da una vittoria del centrosinistra contro l’estrema destra sovranista e populista interpretata da Acquaroli, figura scelta dalle segreterie romane di Fratelli d’Italia e Lega per combattere la loro personale battaglia nazionale, senza alcun reale interesse per la nostra regione, se non quello dettato dalla volontà di colonizzare con i loro funzionari di partito le nostre istituzioni pubbliche. Una destra nostalgica e rancorosa, che non a caso non fa mistero di non volere quelle risorse, lasciando dunque intendere la volontà di lasciare impantanate le Marche nei loro problemi, o, ancora peggio, di avviare una privatizzazione su larga scala dei servizi pubblici essenziali.

Sono però certo che il 20 e il 21 settembre i marchigiani sapranno scegliere con coraggio, intelligenza e amore per la propria terra la prospettiva di un futuro sereno per sé stessi e per i loro figli.