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La priorità è sanare la ferita della Ricostruzione

La priorità è sanare la ferita della Ricostruzione

Oggi ricorre il quarto anniversario dell’inizio del terribile sciame sismico che nel 2016 scosse l’Italia centrale, colpendo in maniera durissima soprattutto le Marche e seminando distruzione e disperazione in seno alla nostra comunità regionale. A distanza di tanto tempo quel dolore è ancora vivo, alimentato dalla precarietà in cui versano le vite di molte persone ancora sfollate, spesso lontane dai luoghi natii, e dal futuro incerto che incombe su tante imprese, le quali, nonostante tutto, continuano a resistere stoicamente, grazie all’amore per il loro lavoro e per questi territori così belli e ricchi di umanità.

È evidente che le lentezze e i ritardi riguardanti la Ricostruzione rappresentano una ferita aperta che attende di essere sanata. Lo abbiamo detto per tutti questi quattro anni e lo ribadiamo con ancora più forza oggi: non è accettabile che il tema della Ricostruzione rimanga impantanato nelle pastoie di un burocrazia statale miope, che oltre a non rispondere ai bisogni della popolazione, distacca e avvelena il rapporto tra istituzioni locali e cittadini. Non lo è, anzitutto, per una questione di giustizia e rispetto nei confronti delle popolazioni che hanno vissuto questo dramma; ma non lo è anche per una questione di credibilità delle istituzioni pubbliche e, quindi, per la necessità di difendere il valore stesso della democrazia.

In questi anni, soprattutto come presidente dell’Anci Marche, ho avuto modo di collaborare con i sindaci delle località terremotate; insieme abbiamo ricercato una costante interlocuzione con i governi che si sono succeduti, trovando spesso ascolto ma raramente una pronta risposta alle nostre richieste. Questo almeno fino alla designazione da parte dell’attuale governo del nuovo commissario per la Ricostruzione Giovanni Legnini, grazie al quale abbiamo finalmente visto mettere in campo un nuovo modo di affrontare le numerose problematiche dei territori colpiti dal sisma. Un cambio di passo che oggi sta restituendo certezze e progettualità concrete con almeno cinquemila cantieri pubblici e privati pronti a partire nell’arco dei prossimi sei mesi.

L’impegno che in queste settimane mi sono preso con le tante persone che ho incontrato in quelle zone è uno e rappresenta una priorità del mio programma di governo: la rapida e forte azione rispetto alla necessaria semplificazione delle procedure amministrative regionali e un’insistente azione affinché a livello nazionale, fatte salve tutte le forme di controllo per il rispetto della legalità e della trasparenza, si avvii una profonda sburocratizzazione che, sulla scia di quanto avvenuto per la ricostruzione del ponte Morandi a Genova, permetta di dare risposte vere e rapide ai bisogni dei territori