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Incontro con l’Anffas per presentare le proposte sul sostegno alle famiglie che assistono figli e familiari affetti da disabilità

Incontro con l’Anffas per presentare le proposte sul sostegno alle famiglie che assistono figli e familiari affetti da disabilità

Ho incontrato questa mattina a Macerata il presidente regionale dell’Anffas Marco Scarponi e i vertici provinciali e regionali della medesima associazione.

Al centro dell’incontro il documento redatto dall’Associazione nazionale delle Famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale per garantire i diritti delle persone affette da disabilità e, in particolare, per la piena attuazione dell’articolo 14 della legge 328 del 2000 che riconosce il diritto al progetto individuale per la realizzazione della piena integrazione delle persone disabili.

Tra le proposte presentate c’è il potenziamento del progetto “Vita Indipendente” per le persone con disabilità, che negli ultimi anni ha visto quintuplicata la cifra delle risorse stanziate per permettere l’accesso al contributo a tutti coloro che ne hanno fatto richiesta, e il sostegno alle famiglie che assistono in casa figli o familiari in situazione di disabilità gravissima, valorizzando al massimo la figura del caregiver attraverso un adeguato sostegno economico, servizi territoriali sociosanitari con personale adeguato e corsi di formazione. Ho anche rinnovato il mio impegno a sostenere con progetti e finanziamenti adeguati l’abbattimento delle barriere architettoniche nelle città e a valorizzare il personale educativo specializzato nel sostegno alla disabilità, troppo spesso sottopagato e precario, condizione che ha come effetto quello di produrre un ricambio continuo frammentando così l’azione educativa.

Il documento sottopostoci dall’Anffas rappresenta una visione organica e completa delle problematiche e delle soluzioni che riguardano il mondo della disabilità e delle famiglie che hanno in casa persone fragili e necessitanti di cure e sostegno. Ma al di là della mia indubbia adesione e dall’altrettanto sicuro impegno ad assumere le istanze e i progetti lì contenuti, voglio sottolineare come oggi, dopo la drammatica esperienza della pandemia di Covid-19, il potenziamento non solo della medicina del territorio, ma anche dei servizi alla persona riguardanti i soggetti più deboli, deve essere il fulcro di un nuovo modello, più forte, più capillare e più universale, capace di rispondere in maniera efficace ai bisogni e garantire inclusione scolastica e lavorativa. Realizzare tutto ciò sarà presto fattibile grazie anche alle tante risorse in arrivo nella nostra regione dall’Europa, ma soprattutto a una rinnovata sensibilità, volta a mettere al centro di tutto la persona e a costruire la comunità, una società migliore per tutti.
A tal proposito conto molto sul contributo che Anffas saprà e vorrà dare allo sviluppo di questo nuovo modello, sulla scia di un’esperienza e di competenze che sono ormai un patrimonio per tutta la regione.