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I soldi del Mes per rivoluzionare la sanità pubblica. Acquaroli pensa solo alla privatizzazione

I soldi del Mes per rivoluzionare la sanità pubblica. Acquaroli pensa solo alla privatizzazione

Sento che Acquaroli continua a parlare a sproposito di sanità pubblica, dimenticando che i partiti del centrodestra al governo di Regioni come Lombardia e Veneto hanno raggiunto livelli di privatizzazione che mettono letteralmente a rischio il carattere universale del diritto alla salute. Un modello di sanità che ha tragicamente rivelato il suo triste volto proprio durante la recente pandemia. Dal mio punto di vista non c’è alcun dubbio sulla necessità di cambiare passo anche nella nostra Regione, dove comunque l’emergenza Covid è stata gestita da tutto il personale sanitario in maniera efficiente ed efficace. Ma è altrettanto vero che la proposta dell’estrema destra sovranista mette a rischio la pubblicità dei servizi essenziali.

 

Necessario investire nella sanità non solo parte del Recovery Fund, ma anche i fondi previsti dal Mes, per potenziare gli ospedali esistenti, realizzare nuove strutture moderne e tecnologiche, e sviluppare della medicina del territorio

 

Il Covid ci impone una rivoluzione nel campo della sanità, ma la risposta non può essere quella dell’uomo della Meloni, il quale, non solo non intende accedere alle risorse europee per realizzare gli interventi necessari a rilanciare la politica sanitaria marchigiana, ma non fa neppure riferimento ad altre risorse, lasciando quindi intendere una massiccia privatizzazione che potrebbe svuotare il sistema sanitario regionale. Io credo invece che sia necessario impegnare in questa direzione non solo parte del Recovery Fund, ma anche i fondi previsti dal Mes, che ci consentirebbero di avviare il potenziamento degli ospedali esistenti, la realizzazione di nuove strutture moderne e tecnologiche, e lo sviluppo della medicina del territorio. Un programma dettagliato e articolato che a partire dal raddoppio delle Usca preveda la creazione di una capillare rete di infermieri di famiglia e comunità, oltre a investimenti su innovazione tecnologica ed edilizia sanitaria. A tal proposito, ho già iniziato a ragionare con Il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini, per avviare una vertenza delle Regioni italiane volta alla rapida revisione del decreto Balduzzi e al ripristino dei punti di primo intervento.