fbpx

Costruiamo un nuovo patto per il lavoro: incontro con Conprofessioni

Costruiamo un nuovo patto per il lavoro: incontro con Conprofessioni

Ieri sono stato ospite di Confprofessioni Marche, alla presenza di un’eterogenea platea di professionisti.
Il confronto è servito per porre al centro le questioni che riguardano il lavoro professionale nel periodo di incertezza economica correlata al Covid-19, il rapporto con la politica, nell’ottica della prossima legislatura, e le prospettive del lavoro e dell’economia nella nostra regione.

Ascoltare le richieste dei professionisti è una questione di metodo. Non voglio soddisfare bisogni che sono singoli ma costruire una comunità, e lo si fa partendo dalle relazioni, il coinvolgimento e le consulenze che voi professionisti siete in grado di offrire. Non è pensabile che vengano emessi bandi senza avervi invitato al tavolo e averli costruiti insieme a voi: è un errore clamoroso, perché si escludono proprio i professionisti, coloro che si interfacciano quotidianamente con i destinatari finali, con l’obiettivo della nostra azione. Questo è uno sbaglio che non dovremmo più commettere: lo schema che il settore pubblico provvede, e poi vediamo come va, non può funzionare.
Occorre quindi un cambiamento reale nei rapporti tra politica e mondo libero professionale, una nuova, fattiva e costante collaborazione: con il coinvolgimento si realizzerebbero davvero quelle semplificazioni che sono tanto brandite nelle discussioni, ma che sono davvero effettive solo se, ed è quello che voglio fare, lavoriamo insieme, allo stesso tavolo.
Così si riuscirebbero a evitare errori nei provvedimenti che poi non si possono correggere, o bandi di gara che vanno deserti. Io sono qui per costruire un nuovo ‘patto per il lavoro’, proprio a partire da voi professionisti che gestite quotidianamente il lavoro di tantissimi altri soggetti. Se verrò eletto, mi prendo l’impegno di riconoscere pari dignità di rappresentanza alla vostra Confederazione rispetto ad altri soggetti sindacali e associazioni di categoria.

Noi abbiamo bisogno di un cambio di modalità e i professionisti saranno i miei consulenti: avrò bisogno di voi per costruire insieme ‘comunità’. Nel prossimo periodo avremo una ‘messe’ di risorse che nella nostra Regione non si vedevano da circa 15 anni, e chi è sovranista, non le voleva, mentre chi, come me è europeista, le ha portate: sono 8 miliardi di euro, risorse incredibili, ma se, con la burocrazia che abbiamo, non lavoriamo insieme a voi e non capiamo come ottimizzare i processi per ottenerle, è meglio lasciar perdere. Altrimenti, vedremo soltanto la solita lentezza della burocrazia, ritardi e gente inferocita: di tutto questo, e lo dico anche nell’attuale veste di sindaco di Senigallia e presidente dell’Anci Marche, non ne posso più. Proprio io, che per aver accelerato qualche percorso, mi trovo dentro un processo per abuso d’ufficio, con una richiesta di condanna a 35 anni di reclusione, forse unico caso in Italia, ma orgoglioso di esserlo, perché quando c’è un problema e si prendono decisioni rapide per risolverlo, forse vale la pena. Se no, in questo ruolo, ci mettiamo quelli che stanno in Parlamento, che poi vengono qui, ‘giochicchiano’ e fanno chiacchiere.